La Popolare investe sul nostro territorio, vero? No, aspettate, investe anche 2,5 milioni di euro su di un film con Bisio.
Crollano i cinepanettoni. Ansia per la Popolare San Feliche che investe in Benvenuti al nord – ECONOMIA
http://www.lettera43.it/economia/finanza/34968/cinepanettoni-botteghini-oscuri.htm
Cinema, botteghini oscuri
La locandina di Vacanze di Natale a Cortina, cinepanettone firmato Vanzina del 2011.
La crisi e l’austerity paiono aver avuto la meglio sullo svago promesso dai cinepanettoni che anche quat’anno hanno affollato le sale cinematografiche. Tanto per cominciare dai pesi massimi, Vacanze di Natale a Cortina firmato dalla premiata ditta Christian De Sica & Co. ha fatto flop, dimezzando gli incassi nella prima settimana di programmazione.
INCASSI DIMEZZATI. A confermarlo il fatto che neppure il week end di Natale ha fatto il miracolo e l’adrenalinico Sherlock Holmes della Warner è rimasto saldamente in testa mentre il cinepanettone-doc rivisto quest’anno dai fratelli Vanzina, pur guadagnando il secondo posto ai danni de Il gatto degli stivali, si è attestato, alla seconda settimana, a 4.447.000 euro contro i quasi 11 milioni dell’anno scorso.
Insomma, una vera débâcle per il cinema italiano e per gli incassi in genere se si considera anche che nel 2010 in testa al weekend di Natale al secondo posto c’era La banda dei Babbi Natale che aveva incassato, sempre in due settimane, quasi 9 milioni (8.896.486), ovvero più dello lo stesso Sherlock che naviga oggi a 7.505.000. In generale mancano all’appello, rispetto all’anno scorso, ben 10 milioni di euro: nel 2010 si era a 21.249.545 contro i 10.209.722 del 26 dicembre (escluso).
L’investimento al buio della banca emiliana
Incassi cinematografici dimezzati durante la settimana di Natale 2011.
Una tendenza che fa tremare non solo i produttori cinematografici ma anche, difficile crederlo, i dirigenti della Banca Popolare San Felice sul Panaro con sede a Modena.
Secondo quanto appreso da Economiaweb.it, una bella fetta dell’utile e del bilancio 2011 dell’istituto sono attaccati alla commedia natalizia. Sembra un film ma non lo è. E soprattutto non fa ridere.
APPESI A BENVENUTI AL NORD. Gli utili della Popolare più patrimonializzata d’Italia con 109 milioni di euro iscritti a bilancio 2010 dipendono letteralmente dalla recitazione di Claudio Bisio e Alessandro Siani, che sono i protagonisti di Benvenuti al Nord, al cinema dal prossimo 18 gennaio.
L’istituto emiliano guidato dal direttore generale Franco Cocchi ha infatti una partecipazione del 20% sugli incassi della pellicola che ha acquistato per 2,5 milioni di euro dalla casa di produzione Medusa, controllata da Mediaset e presieduta da Carlo Rossella.
UN AFFARE DA 5,8 MILIONI. Sulla carta l’investimento era un affare per i 5.745 soci della banca, che può contare su 22 filiali e 159 dipendenti. Perché quel 20%, potenzialmente, può valere 5,8 milioni di euro, quasi cinque volte gli 1,2 milioni di euro di utili 2010, che hanno regalato ai soci un dividendo di 0,50 euro per azione.
Ma tutto dipende dal responso del botteghino. Per arrivare ai tanto agognati 5,8 milioni, il film dovrà infatti almeno bissare il fortunatissimo Benvenuti al Sud che, con lo stesso cast compreso il regista Luca Miniero, incassò nel 2010 ben 29,8 milioni di euro, diventando il terzo film italiano più ricco di sempre dietro a Che Bella giornata con Checco Zalone, giunto a 43,4 milioni di euro sempre nel 2010 e a La Vita è bella del 1997 che incassò circa 40 miliardi di vecchie lire e portò l’Oscar a Roberto Benigni.
LE REGOLE DELL’INVESTIMENTO. Quindi occhi puntati, almeno in quel di Modena, su Benvenuti al Nord, il sequel che ribalta la trama del primo episodio. Alberto (Bisio) e Mattia (Siani) questa volta sono a Milano. E il racconto comico ruota attorno alle peripezie di un napoletano al Nord, con citazioni alla Totò.
Se le regole della commedia sono tutte rispettate, lo stesso però non si può dire per quelle degli investimenti. Alla Popolare San Felice sembrano aver dimenticato l’Abc: il rendimento passato non è garanzia per quello futuro.
I dirigenti della banca adesso temono di imparare la lezione con gli incassi al botteghino. Ma se non andasse bene possono consolarsi detraendo dalle tasse il 40% della somma spesa, quindi circa 1 milione di euro e poco meno degli utili 2010, grazie agli incentivi fiscali per chi investe nell’industria cinematografica che sono stati confermati nell’ultima Finanziaria firmata da Silvio Berlusconi, un anno fa.
E provare, comunque, se non a riderci almeno a sorriderci sopra.
Lunedì, 26 Dicembre 2011


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